Passa al contenuto

Il mio inizio

1 luglio 2026 di
simoneandreani1@outlook.it
| Ancora nessun commento

Sono cresciuto in una famiglia borghese romana, in una casa dove le giornate avevano un ritmo tutto loro: stabile, protetto, fatto di abitudini rassicuranti e di quella serenità che si riconosce solo molti anni dopo. La mia infanzia è stata felice, piena di piccoli rituali, di pomeriggi tranquilli e di una Roma che faceva da sfondo a ogni cosa: i quartieri residenziali, i parchi, le strade che impari a conoscere prima ancora di saper leggere.

Tra i ricordi più nitidi ci sono le VHS dei Teletubbies. Costavano 36.000 lire a cassetta. E sì, scusa mamma. Ma erano il mio universo colorato, il mio primo “binge watching” ante litteram, un piccolo lusso infantile che oggi mi fa sorridere per la sproporzione tra il prezzo e la semplicità di quei contenuti.

Alle elementari ho incontrato il Metodo Montessori, che ha plasmato il mio modo di imparare e di osservare il mondo. Libertà, responsabilità, curiosità: tre parole che allora non conoscevo, ma che mi hanno accompagnato per tutta la vita. In quelle aule luminose ho capito che la conoscenza è un percorso personale, che ognuno ha un proprio ritmo, e che imparare può essere un atto di autonomia.

L’adolescenza è arrivata con il suo carico di scoperte, entusiasmi e contraddizioni. Ho iniziato a capire cosa mi appassionava davvero, cosa mi irritava, cosa mi muoveva. Roma continuava a essere la mia cornice: a volte stretta, a volte immensa.

Poi sono arrivati gli anni degli studi. Ho intrapreso il percorso giuridico, affascinato dall’idea di ordine, struttura, logica. Il diritto mi ha insegnato a pensare in modo sistematico, a cercare coerenza, a capire che dietro ogni norma c’è una storia, un contesto, una necessità. Non è stato un percorso lineare, ma è stato fondamentale.

La mia vita professionale è diventata presto un mosaico di esperienze diverse. Ho lavorato al Parco Archeologico del Colosseo, immerso nella storia viva di Roma; poi al Ministero degli Esteri, dove ho respirato il ritmo delle istituzioni e delle relazioni internazionali. Ho collaborato con Headmaster, un’esperienza che mi ha insegnato a muovermi tra organizzazione, gestione e visione strategica.

In parallelo, grazie a mio padre, ho scoperto la mia passione per il giornalismo. Una passione che è diventata presto una strada concreta: l’ingresso ai microfoni di Radio Vaticana, dove ho imparato cosa significa raccontare, informare, dare voce agli eventi. Poi il periodo a Vatican Media, un ambiente che mi ha permesso di crescere professionalmente e di affinare il mio modo di comunicare.

Accanto a tutto questo, ci sono le passioni che mi hanno accompagnato da sempre. La medicina, complice mia madre, che mi ha trasmesso l’idea che capire il corpo umano significa capire la fragilità e la forza delle persone. E i viaggi, sempre con gli stessi complici: la famiglia, le valigie leggere, le mete scelte per respirare aria nuova e ritrovare equilibrio.

Oggi apro questo blog per mettere ordine, per raccontare, per condividere. Non per nostalgia, ma per costruzione. Per dare voce ai passaggi che spesso restano silenziosi, per ripercorrere le strade che mi hanno portato fin qui, per raccontare ciò che ho imparato e ciò che sto ancora imparando.

Questo è il mio inizio. Il resto, lo scriverò strada facendo.

Condividi articolo
Etichette
Archivio
Accedi per lasciare un commento